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LA STORIA

L’unica certezza sul Graal è che … non si sa cosa sia, pertanto né dove sia, e questo scatena la fantasia e la voglia di riempire questa ipotetica “coppa” di tutto ciò che è misterioso, che ha il fascino dell’ignoto, che non è riconducibile a nulla e a nessuno, che vaga nella storia, su e giù per i


 
secoli, accompagnato da mille e più personaggi sempre diversi, tra soldati, guerrieri, eroine, studiosi, monaci, santi, cantastorie, discendenti di stirpi reali e uomini qualunque…. come noi… abituati a rincorrere un sottile filo nella speranza di scoprire dietro l’angolo la più sensazionale delle novità, la “chiave di volta” della nostra vita, qualcosa che ci regalerà nuove emozioni, che ci renderà speciali…

 


-         L’inizio della ricerca infinita

 La leggenda del Graal nasce in Occidente in seguito alle Crociate. A far data dal 1095, infatti, molti Cavalieri cristiani si erano recati in Terra Santa ed erano venuti a conoscenza delle tradizioni popolari e mistiche dei 

luoghi, in particolare con l’argomento “Graal”, definito come un oggetto sacro dotato di poteri straordinari. Al ritorno dalle Crociate, i Cavalieri diffusero queste leggende in Europa, dando vita ad una delle più ricche creazioni letterarie della cultura europea, iniziata da Chrétien de Troyes con l’opera Parsifal (o Il racconto del Graal), che venne man mano continuata fino a giungere all’opera di Robert de Boron, in cui la ricerca del Sacro Calice diviene un’allegoria per rappresentare la spiritualità cristiana, in contrapposizione con il mondo cortese, troppo dedito alla mondanità ed alla corruzione. La produzione letteraria in merito fu infinita e toccò le più svariate dottrine e dimensioni spirituali, dai culti dell’antico Egitto, alle narrazioni sacre giudaico-cristiane, all’esoterismo celtico, con un denominatore comune: la ricerca continua di qualcosa di irraggiungibile ed indefinibile, l’inarrestabile viaggio alla fonte della Verità, il simbolo del potere e della conoscenza.

Dall’idea filosofica che il Graal corrisponda ad una sete di conoscenza, ad uno stimolo verso la ricerca e lo studio della Verità, altri elementi hanno portato, nel corso di ben 8 secoli, studiosi ed appassionati a ritenere che il Graal sia un oggetto materiale.


   

Per alcuni sarebbe il calice usato da Cristo nell’Ultima Cena, oppure la coppa in cui il discepolo Giuseppe di Arimatea raccolse il sangue di Gesù morente. Per altri corrisponderebbe ad un calderone magico, all’Arca dell’Alleanza, ad una grolla, ad una pietra parlante, ad un libro, ad un tesoro cataro, alla Sacra Sindone. Altri ancora lo vedono come il simbolo di una stirpe “sacra”, di sangue reale (Sang-real), e quindi come la prova documentaria del fatto che Gesù avrebbe dato vita, sposando Maddalena, ad una dinastia reale, la dinastia francese dei Merovingi.

   

Se davvero il Graal è un oggetto materiale realmente esistito, sorge una logica domanda: dove si trova? Sono stati individuati moltissimi siti, in quanto la ricchezza delle fonti è tale da aver creato una varietà infinita di percorsi e mete riconducibili, in qualche maniera, al Graal.

I luoghi maggiormente nominati sono:

-         Il Castello di Gisors in Francia  

Il Castello di Gisors, oggi in rovina, si trova nel centro della Francia settentrionale, sull’Epte. Secondo le fonti storiche, i Templari avevano stretto rapporti con la Setta degli Assassini, un gruppo iniziatici ismailita che adorava una misteriosa divinità: Bafometto. Per alcuni Bafometto era il Graal. Prima di essere definitivamente sgominati, la Setta aveva affidato ai Templari il Graal, che lo avevano portato in Francia verso la metà del XII secolo. In quest’ipotesi, ora il Graal farebbe parte dei leggendari tesori dei Templari, mai rinvenuti, in qualche sotterraneo del Castello di Gisors.

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